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The Chronicles of Zeus.

Shooting Stars

The Chronicles of Zeus.

Shooting Stars

Will non è l'unico ad avere ricevuto un dono. Qualcun altro è pronto ad essere investito dal proprio destino.

Shooting Stars

Capitolo XIII - Kaio

7/12/2005 - rinox

Will sta dormendo. Ma il mondo intorno a lui non dorme. La notte è appena cominciata. Lontano dal motel in cui sta riposando, Kinsley sta finendo di organizzare le sue difese.
Gli sceriffi hanno mandato meno uomini di quanto si aspettasse. Dalla 212 non si hanno notizie.
Kinsley comincia a temere il peggio.
Il Barone deve avere previsto che avrebbe chiamato aiuto. Che abbia colpito anche al cuore la 212? Kinsley non vuole pensarci. Ha dei compiti da svolgere dove si trova adesso. Delle vite di cui è responsabile.
-Turner? Cazzo! Dove sono le armi? Voglio che ogni uomo abbia fucili e munizioni!-
Al campo base regna il caos. Uomini stanno finendo di delimitare il perimetro, altri, come Turner, cercano di recuperare il maggior numero di armi possibili.
Kinsley si sta preparando al meglio. Ha fatto sgombrare anche la casa di Billy. Lo ha mandato fuori città, a Las Vegas, a spese del governo. Non vuole sulla coscienza anche la vita di un povero civile e della sua famiglia.
Harrison, dal suo promontorio, è nervoso a sua volta. Sa che l’ora dell’attacco si avvicina. Il suo secondo pochi minuti fa lo ha informato che la Squadra 11 sarà da loro entro 60 minuti.
Alle 04.00 del mattino avrebbero cominciato con i fuochi d’artificio.
I suoi si stanno preparando. Ognuno dei suoi dieci uomini è armato fino ai denti. Tuta antiproiettile e antistrappo, pistola, mitra, bombe a mano, pugnali, occhiali infrarossi, gas stordenti e fumogeni.
Ognuno di loro valeva per tre degli uomini di Kinsley.
Proprio adesso stavano tirando fuori da dalle grandi casse degli zaini che da lì a poco avrebbero messo sulle spalle.
-Cazzo…sono le 03.20…come siamo messi Mike?-
Harrison è ormai pronto all’azione. Ma vuole essere sicuro che lo siano anche gli altri.
-I ragazzi sono carichi. Anch’io sono carico, capo! Aspettiamo solo l’ordine.- Mike, il secondo di Harrison si passa la mano sulla guancia, si sta preparando alla battaglia anche nello spirito.
-Ok!…Dai il via. Voglio che si dispongano sui tre angoli segnati. Digli di tenersi pronti. Al mio via voglio che comincino a colpire gli obiettivi secondari. Prepara le squadre. Ricorda loro di non farsi trovare al centro. Quello sarà campo di battaglia per la 11. Hai capito?-
-Ricevuto.- Mike si precipita a comunicare gli ordini ai capi-squadra.
Mentre Harrison completa il suo piano d’azione, cinque Hammer nere sfrecciano a tutto gas lungo la statale.
La Squadra 11 è arrivata, è atterrata pochi minuti fa. Al suo arrivo le auto erano già pronte e armate.
Kinsley entra nel Nido. Poggia una spalla su di una parete. La stanchezza comincia a farsi sentire sulle sue spalle. Del resto è pur sempre una donna. Ha bisogno di sedersi un secondo.
Uno dei suoi uomini la vede. Stava per bere il suo caffè. Il ragazzo guarda il caffè. Preferisce darlo a lei. Kinsley; lei non lo ha neppure sentito avvicinarsi. Si ritrova la tazza fumante di fronte gli occhi. Si volta verso di lui.
-Grazie.-
Prende quel caffè. Poi le squilla il cellulare.
-Pronto.- Ascolta la voce. Annuisce leggermente con il suo capo.
-Bene. Non perderlo d’occhio per nessun motivo al mondo. Se tutto è andato come previsto tra un paio d’ore si sveglierà. Digli tutto e dagli la chiave. Al resto penserò io.-
La telefonata finisce lì. Kinsley riprese a sorseggiare il suo caffè. Sparrow in quello stesso momento entra nel Nido e comunica che tutto è pronto.
-Bene, adesso possiamo solo aspettare.-
Kinsley mette in tasca il cellulare e beve il suo caffè. I suoi occhi scrutano attentamente i monitor di sorveglianza. Tutto sembra tranquillo di fuori. Lei comunque continua a cercare di contattare la base della 212. Avrà provato un centinaio di volte. Ormai è sicura che anche là è successo qualcosa.
Il Barone ha disposto le sue pedina sulla scacchiera.
-Mike, rock ‘n’ roll.- Harrison dà il via alle operazioni.
-Pronto! Capo Oro, Capo Rosso, Capo Giallo, rock ‘n’ roll! Rompete il culo a quei brutti bastardi figli di puttana!-
Le tre squadre di Harrison si erano già disposte. Attendevano solo l’ordine.
Quattro uomini avevano già superato le linee difese di Kinsley senza che lei se ne accorgesse.
Piazzano delle cariche, molte cariche, e si allontanano velocemente.
-I pacchi sono stati recapitati.- Capo Oro dà il segnale.
Le altre due squadre si muovono.
Kinsley comincia a fiutare qualcosa nell’aria.
-Sparrow!- Kinsley chiama il suo braccio destro
-Si, signora?-
-Guarda quegli alberi… non mi piacciono. Si muovono stranamente. Avvisa tutti di…-
Kinsley non ha il tempo di finire la frase. Un’esplosione la fa trasalire.
-Cazzo! Sono qui!-
Un’altra esplosione, poi un’altra ancora. Gli uomini di Kinsley avevano già aperto il fuoco, ma non sapevano dove colpire, non vedevano nessuno. Le fiamme gli accecavano. Anche Kinsley prende la sua pistola ed esce da Nido.
Si guarda intorno. Colpi di mitra si sentivano. I suoi cominciavano a cadere come sassi.
Quei bastardi stavano usando le stesse mine che avevano preparato contro di loro.
-Guardate… Sono in alto!-
Gli uomini di Harrison stavano volando sulle loro teste grazie a degli zaini a reazione. Colpivano tutte le loro mine e anche loro.
-Sparate in alto, sparate a loro!- Kinsley cerca di urlare e di farsi sentire.
Solo dieci minuti.
Erano passati solo dieci minuti e la metà dei suoi uomini erano già stati ammazzati.
Gli uomini di Harrison non cercavano lo scontro. Non indirizzavano nessuno dei loro colpi verso il centro del campo di Kinsley.
-Perché? Perché fanno così?- Kinsley è spaesata.
-SIGNORA! Si ripari!- Turner vede Kinsley al centro del loro campo che guarda il nemico fare ciò che vuole di loro.
-Cazzo!- Gli occhi di Kinsley si spalancano! Si guarda intorno. Le fiamme sono altissime. Le fiamme sono dappertutto.
-Ci hanno bloccati! Turner! Ci hanno bloccati! Non possiamo fuggire! Ci hanno tagliato ogni via di fuga! Vogliono massacrarci!-
Kinsley punta il dito verso il Nido e chiude il suo pugno. Dà a Turner un ordine. E’ il segnale per innescare l’autodistruzione. Turner corre.
In quello stesso momento, mentre Turner correva, un’esplosione ancora più forte fa tremare tutto.
Le Hammer della Squadra 11 sono arrivate.
Sfondano letteralmente uno dei muri preparati per le difese. Le auto una dopo l’altra entrano nel campo.
E’ un assedio.
Quattro delle cinque Hammer sono entrate. I colpi di arma da fuoco si fanno sempre più intensi.
Kinsley e i suoi uomini concentrano il fuoco su di loro.
-Non fateli uscire dalle auto! Arrostiteli!-
Le auto sono a prova di proiettile. Ma sicuramente non a prova di bazooka. Una delle Hammer è fatta saltare in aria, un’altra si schianta su quella esplosa.
Kinsley guarda le auto. Si avvicina.
-Sono vuote!-
I colpi di arma da fuoco si rifanno ancora più intensi. Sono circondati!
La Squadra 11 era entrata. Le auto erano un diversivo.
Uccidono tutti. Tutto quello che si muove per loro è un bersaglio. Sia che fosse un agente 212 che un soldato di Harrison.
Per questo motivo si era raccomandato con i suoi uomini di non farsi trovare al centro. La 11 uccide tutti. Senza distinzione.
Kinsley vede i suoi uomini cadere uno dopo l’altro. Un solo colpo non viene sprecato.
E’ un inferno. Le voci strazianti dei feriti sono fatte tacere con un colpo di pistola alla testa.
Quello che sembra il capo della 11 vede Kinsley dietro la carcassa di una delle Hammer.
Si avvicina a lei. Prepara la sua arma. Kinsley è uno dei bersagli principali. Deve essere eliminata.
Lei è troppo impegnata a rispondere al fuoco nemico per accorgersi di essere lei stessa un bersaglio.
-KINSLEY!- L’uomo urla alla sua sinistra.
Kinsley si volta. Vede l’arma puntata verso di lei. Deve essere veloce, deve scappare.
L’uomo spara un primo colpo. La colpisce al braccio destro. Lui continua a sparare. La prende ancora, ma stavolta di striscio.
Kinsley è terrorizzata. Arranca tra il fuoco e i proiettili.
Poi si trova in campo aperto. Non ha più protezione. L’uomo è sempre dietro di lei.
Spara ancora.
Kinsley chiude gli occhi. E’ finita.
Li riapre. Non è morta! Perché?
-…Oddio..- Kinsley si porta la mano alla bocca. E’ sconvolta.
Turner era ancora vivo. Le aveva fatto da scudo. E’ stato trivellato dai colpi del loro nemico per salvarle la vita.
-NO!- Grida Kinsley.
Una moto intanto si fa strada nell’inferno.
E’ Sparrow.
Kinsley lo vede avvicinarsi.
L’uomo comincia a sparare anche a Sparrow. Anche lui viene colpito di striscio. Fa segno a Kinsley di aggrapparsi a lui quando le sarebbe passato vicino. Non avrebbe fermato la moto.
Kinsley salta su!
-…Protocollo Rosso, Signora!-
Kinsley prende un telecomando nella sua tasca. Comincia a pressarlo diverse volte.
Degli esplosivi piazzati all’interno del campo cominciano a far saltare in aria tutto.
Kinsley insieme a Sparrow riesce a fare una breccia tra le fila nemiche, riuscendo così a fuggire.
La quinta Hammer nel mezzo delle esplosioni entra all’interno del campo.
Mentre gli uomini di Harrison si erano ritirati da tempo. La 11 era tutta lì. Il fuoco e il fatto che tutto saltasse in aria non li preoccupava.
-Fatelo scendere.- Il capo ordina ai suoi uomini di aprire la portiera dell’auto.
Un uomo gigantesco, di colore, scende dall’auto. Un fisico perfetto, possente, Batista sembra un moscerino in confronto a lui.
A coprire il suo corpo un impermeabile di pelle nera, nonostante siamo in pieno agosto.
Il gigante si guarda intorno. Poi si rivolge al capo della 11.
-Dov’è?-
L’uomo punta il dito verso la struttura che Kinsley chiamava il Nido.
Il gigante senza timore delle esplosioni si dirige verso il Nido.
Tutta la 11 rimane lì fuori a guardare.
Il gigante entra nel Nido buttando giù la porta d’ingresso. Lì dentro si trovano ancora due uomini che aprono il fuoco verso di lui.
Nonostante la stazza, il bestione è velocissimo. In un attimo li afferra. Li solleva in aria e spezza loro i colli.
Getta i loro corpi dietro di lui. Tra lui ed il bozzolo solo due pareti di vetro che non esita a buttare giù con dei pugni.
Finalmente anche lui si trova di fronte al suo destino. Fa a pezzi anche la teca in cui il bozzolo si trova.
Ciò che si trova dentro il bozzolo si accorge di lui. Lo riconosce. Comincia a reagire all’ambiente. Si illumina. Il gigante lo prende tra le mani. Lo alza in alto. Sopra la sua testa.
Tutto esplode.
Il nido va in mille pezzi.
E’ un inferno.
Gli uomini della 11 sono sbalzati a diversi metri di distanza a causa della potenza della deflagrazione.
Comunque i loro sguardi sono ancora tutti puntati su quello che era il Nido.
Tra le fiamme una figura si fa strada lentamente. Un’ombra si comincia a vedere. Sembra il diavolo in persona che viene fuori dagli inferi. Avanza piano. Poi la figura si fa sempre più chiara.
E’ lui. Il gigante viene fuori dalle fiamme come niente fosse. Il suo corpo d’ebano non era più tale. Il suo corpo adesso è puro acciaio organico. E’ impressionante.
La Squadra 11 segue ogni suo passo. Poi lui si ferma di fronte a loro. Tutta la 11 si inginocchia di fronte a lui. Quattro uomini si avvicinano a lui porgendogli un incredibile impermeabile in maglie di ferro. Altri quattro invece gli porgono la sua suntuosa arma. Un’ascia con doppia lama. L’asta sarà lunga più di un metro e mezzo. Mentre le lame sono enormi, adornate con quelle che sembrano pietre preziose. Lui la prende in mano come niente fosse. La guarda e sembra apprezzare il dono ricevuto.
Sembra la vestizione di un dio della guerra. Non a caso avviene tra le fiamme di un campo di battaglia.
Harrison ha assistito a tutta l’azione della 11 al riparo, con i suoi uomini. Il capo della 11 lo chiama alla radio.
Harrison va da lui. Quando si vide di fronte a quel gigante ha tremato come mai in vita sua. I suoi occhi trasmettevano la paura che provava.
-Mi ha chiamato signore?- Harrison focalizza la sua attenzione verso il suo superiore.
-Lei e suoi uomini avete fatto un buon lavoro. Potete ritirarvi.-
-Grazie signore. Ma ho un’ultima notizia da comunicare.-
-Dica pure sergente Harrison.-
-Credo che abbiamo un problema. Ho fatto pedinare una coppia nella serata. Sembra sia successo qualcosa di strano…-
Harrison comunica quello che i suoi uomini avevano visto al motel e quello che era successo a Will.
Il capitano della 11 congeda Harrison. Mentre lui si dirige verso il gigante che ha osservato tutta la scena.
-Mio signore, Generale Kaio.-
-Parla pure.- La voce del Generale Kaio è profonda e tuonante.
-Sembra che qui vicino vi sia uno Zeus…-
Il volto del Generale Kaio cambia espressione. Non se lo aspettava.
-Muoviamoci. Il nostro Signore non sarebbe contento se sapesse che uno Zeus è sulla Terra. Dobbiamo eliminarlo! Adesso!- Kaio impartisce il suo ordine. E’ sua intenzione portare la battaglia anche altrove. Nella sua mente l’obiettivo è chiaro. Eliminare lo Zeus.
Nell’inferno di quelle fiamme, velocemente tutta la Squadra 11 con a capo il loro Generale si muove.
Nel frattempo in altri undici località della terra, altri undici bozzoli sono giunti coperti dalla pioggia delle Perseidi. Altri undici prescelti accompagnati da una squadra di supporto del Barone fanno la loro comparsa. Anche loro entrano in contatto con l’essere che si trova all’interno del bozzolo.
Ognuno diverso dall’altro, ciascun prescelto riceve da ciascun essere capacità straordinarie e ciascuno di loro è già a conoscenza dei suoi compiti.

7/12/2005 - rinox


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