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The Chronicles of Zeus.

Shooting Stars

The Chronicles of Zeus.

Shooting Stars

Finalmente eccolo qui! Il 18° Capitolo della saga di Shooting Stars è finalmente uscito dalla fornace dlla mia mente. L'avventura e la fantasia non si fermano! Buona lettura.

Shooting Stars

Capitolo XVIII - La Riunione

26/03/2006 - rinox

La giornata corre. Un generale sfoga la sua ira contro una parete d’acciaio.
-COME HA FATTO A FUGGIRE!- Kaio picchia il muro come fosse uno dei suoi nemici. La sua preda, il suo trofeo, il dono che avrebbe fatto al suo signore, è fuggito.
-Generale…- Un soldato balbettante porta la notizia a Kaio. -…abbiamo perso ogni contatto con il mezzo di trasporto. Quando è arrivata la squadra di soccorso sul posto…-
-Cosa? Cosa? Parla…!- Kaio è impaziente.
-…il guidatore…il guidatore era ancora vivo. E’ riuscito solo a dirci che lo Zeus si è svegliato improvvisamente.-
-Maledetto Zeus… Voi! Preparate immediatamente due elicotteri! Voglio quindici uomini pronti entro dieci minuti…-
Kaio è furioso. Si agita come un coccodrillo rabbioso. Non sopporta il fallimento. Rivuole la sua preda.
-Calmati, Generale Kaio.- Una voce irrompe.
-Chi è che… ah… sei tu… Sebastian. Non pensavo fossi anche tu qui.-
-Sono qui sin dal principio insieme al nostro signore. Non è il tempo di portare avanti scaramucce personali. Il Barone è molto dispiaciuto. Non pensava che uno di quei maledetti Zeus potesse giungere sulla terra. Non dopo quello che aveva fatto e che gli era costato molta fatica e denaro. Sei stato azzardato. Lo avevi in pugno. Dovevi portarlo con te. Non affidarlo a degli incompetenti.-
-Non ti permetto di parlarmi così, stupido lacchè. I miei uomini non sono incompetenti!- Kaio non lascia che gli si parli senza rispetto.
-Kaio… il nostro signore pretende che tu non ti muova dal palazzo!-
-Tu non puoi ordinarmi nulla… ARHG!!-
Proprio mentre Kaio è sul punto di schiacciarlo come uno scarafaggio, Sebastian toccando con un solo dito il petto del gigante di ferro lo riduce ai suoi piedi, stremato, in ginocchio, senza energie. Gli occhi del gigante sono increduli.
-Tu…- La frase di Kaio è strozzata ancor prima di essere formulata.
-Ascolta molto attentamente, generale. Tu farai quello che il nostro signore ti ordina. La tua forza serve qui. Ed io ho il compito di farti obbedire. Adesso, fai ciò che ti viene ordinato, obbedisci.- Sebastian dimostra una forza ed un carattere che a dispetto del suo aspetto non dimostra affatto.
-Farò quello che il mio signore mi ordina…- La voce di Kaio è stremata. Contro volere è costretto a dire ciò che non vorrebbe.
-Bene. Sono felice di notare che hai ricominciato a ragionare. Ho un’altra notizia per te. I tuoi fratelli sono arrivati. Tra un’ora tu con i tuoi fratelli e tutti i generali qui giunti siete attesi nelle stanze del Barone. Cominciate a prepararvi.-
Sebastian volta le spalle a Kaio. Nessuno lo farebbe, a meno che non sia sicuro di non dover temere niente.
Kaio lo vede mentre si allontana a passi lenti. Il suo sguardo è pieno d’odio. Nessuno, nessuno lo può trattare così. Soltanto un essere vivente al mondo ha questa autorizzazione. Solo colui che gli ha dato la vita.
Ma adesso non era il momento. Kaio ha appena saputo che i suoi fratelli sono finalmente arrivati. Nella sua mente il piano era già chiaro. Lo Zeus aveva le ore contate.
Si dirige velocemente nelle stanza dove sa che troverà i suoi fratelli. La rabbia che prima animava lo spirito di Kaio è adesso una nuova energia. Kaio irrompe nella stanza come una furia!
-CHRONO!! IKARO!! FRATELLI MIEI!!- Kaio dopo molto tempo riabbraccia i suoi due fratelli minori.
Sia Chrono che Ikaro sono due possenti generali come lui. Insieme sono i guerrieri Parax più temuti all’universo. Kaio, il generale delle terre nere. Chrono, cresciuto sotto l’ombra protettiva del fratello, non è secondo a Kaio per forza, e a differenza di lui e la sua pesante ascia, la sua falce è in grado di fendere l’aria.
Ikaro, invece, il minore dei tre, ha fatto strage di nemici combattendo sempre a fianco dei fratelli, a differenza di Chrono e Kaio non ha mai voluto dimostrare niente a nessuno. Il suo grado è solamente il frutto delle sue gesta in battaglia, soprattutto grazie alle sue due sciabole d’oro. Le sue ali lo rendono un angelo all’aspetto, ma ha il diavolo che gli scorre tra le vene.
-Fratello Kaio! E’ bello rivederti!- Ikaro è il primo a salutare il fratello maggiore, gli si fa incontro e lo abbraccia.
-Gli anni luce che ci hanno divisi sono stati tanti, ma adesso, insieme, metteremo questo pianeta in ginocchio!- Kaio freme dal desiderio di fare razzie con al fianco i suoi fratelli.
-Non aver fretta, fratello. Ci sono altre cose di cui dovresti parlarci e su cui bisogna far subito chiarezza. O forse vuoi nasconderci di avere un problema.- Chrono è già al corrente di ciò che è successo, ma vuole sentirlo dire dal fratello.
-Tu non mi saluti, Chrono?-
-Ti saluto, fratello Kaio.- Chrono stringe la sua mano.
-Di cosa stai parlando, Chrono?- Ikaro è ancora all’oscuro.
-Già, fratello Kaio, di cosa sto parlando?- Chrono vuole provocare Kaio.
-Perché fai così, Chrono? Perchè mi provochi? Perché vuoi sempre litigare con tuo fratello?- Kaio prova disappunto alle parole di Chrono. Il suo sguardo si fa serio, incrociando quello del fratello. Ikaro cerca di far da pacere tra i fratelli. Sempre a competere fra di loro. Sempre a dimostrare chi è il migliore fra i due, ed a non accettare nessun errore, nessuna distrazione.
I due giganti girano intorno alla stanza, guardandosi negli occhi. Litigano, si dicono cose che magari non pensano veramente. Ma sembra che i due si stiano per scatenare in una battaglia. Se non fossero fratelli forse a quest’ora intorno a loro ci sarebbero solo macerie. La loro è una battaglia di nervi.
-Come hai fatto a fartelo scappare?- Chrono insiste.
-Smettila fratello. Per me questo è un momento lieto. Non rovinarlo.- Kaio non vuol dargli soddisfazione.
-Basta, smettetela! Chrono, adesso basta!- Ikaro sguaina le sue sciabole e si piazza tra i fratelli, puntando le punte delle sue lame alle loro gole. Nonostante sia il minore tra i tre, le sue capacità non sono inferiori a quelle dei fratelli. Chrono e Kaio lo sanno, e sanno che quelle lame vicine alle loro gole sono molto più di una minaccia.
-Voglio sapere di cosa state parlando! Ignorarmi è un insulto. Ed è ancora più deplorevole dover sempre cercare di separarvi dalle vostre continue liti!- Ikaro è risoluto.
-C’è uno Zeus sulla Terra. Tuo fratello Kaio se lo è fatto scappare.- Chrono mette nelle sue parole disappunto e vergogna.
-Quello Zeus non è un problema, è già morto!-
Kaio decide di sedersi. I nervi si stemperano. Anche Chrono lo segue. Ikaro invece si avvicina ad un tavolo sul quale erano poggiate diverse bottiglie di whisky.
Ne prende tre. Una a testa.
-Cosa pensi di fare?- Chiede Chrono.
-Quello che ho sempre fatto. Gli darò la caccia, lo inseguirò, gli starò col fiato sul collo. Lo costringerò ad uscire allo scoperto. Lo sfiancherò ed infine… lo ucciderò.-
Kaio mentre parla ha il sangue agli occhi. Pensava che il suo viaggio sulla Terra sarebbe stata una perdita di tempo. Su Magratea si stava svolgendo una battaglia centenaria tra symbion da una parte e parax dall’altra. La sua forza era necessaria là, ma non poteva disobbedire al richiamo del suo signore.
Ma mentre i tre fratelli discutono fra loro Sebastian entra nella stanza. Dal modo con cui parla sembra che sia lui a dare gli ordini. E questo a Kaio non piace.
-Generali. Vedo che vi siete ritrovati. Sono qui per ricordarvi che tra cinque minuti dovete trovarvi nella grande sala. Il Barone è ansioso di rivedervi, non fatelo attendere.- I tre guerrieri incrociano lo sguardo del giovane Sebastian. Non provano molta simpatia per lui. Ma non è il momento di imbastire delle lotte intestine, almeno, non prima di rincontrare il loro signore.
I tre giganti escono dalla stanza. Attraversano diversi corridoi.
All’interno della base c’è un gran fermento. Si muovono attraverso casse e guardie che le riempiono. Avanzano lentamente, senza fretta, lungo il tragitto incontrano altri generali, che come loro arrivarono sulla Terra la notte scorsa. Kaio non pensava che avesse richiamato anche loro.
Il Barone doveva aver preparato qualcosa di grosso per richiamare a sé guerrieri come Drake e Thrax. Cosa stava preparando sulla Terra da richiamare a sé tutti i suoi migliori generali?
Quando imboccano l’ultimo corridoio si uniscono a loro anche i gemelli I ed O. Kaio non li aveva mai incontrati, ma ne aveva sentito parlare. Ikaro si avvicina al fratello maggiore.
-Kaio… Li hai visti? Sono…-
-I Gemelli I ed O. Sì, li ho visti.- Kaio interrompe Ikaro.
-Sono loro che hanno espugnato la fortezza della Vallata delle Nebbie su Magratea. Si dice che abbiano combattuto da soli.- Continua Ikaro.
-Sono solo storie. Quello che è certo è che è un bene averli dalla nostra parte.- Chrono interviene tra i due fratelli.
Ma i tre giganti non sono gli unici a farfugliare. Anche tutti gli altri si chiedono il perché dell’ingente presenza di generali. Nessuno ne conosce il motivo.
Finalmente giunti alla grande sala i sette generali aspettano che il Barone parli loro.
Sebastian fa cenno di avvicinarsi al grande tavolo triangolare.
Dal fondo della sala la voce del loro signore finalmente si fa sentire.
-E’ un piacere rivedervi, figli miei.- Il Barone lentamente si avvicina al suo trono.
I sette generali si inginocchiano per salutarlo.
Kaio è il primo ad alzare lo sguardo e a notare che il Barone non è solo ma è accompagnato da tre figure femminili.
-Benvenuti nella mia casa, io la chiamo il Castello, spero che abbiate trovato le stesse comodità di casa vostra, figli miei.- Il Barone procede molto lentamente. Prima di dirigersi al suo trono passa vicino a ciascuno dei suoi generali. Poi giunge di fronte al suo protetto, Kaio, rivolgendogli la parola.
-Le hai già viste, vero Kaio? Te le presento subito.- Il Barone accenna un sorriso. –Loro sono le mie nuove guardie personali, non averne a male, figlio mio, ma avrai molto da fare qui sulla terra. Loro sono Pandora, Beatrix e Gladia, si prospettano tempi difficili, ed ho deciso di premunirmi.-
Kaio prende la parola. Del resto lui che è il primo tra i generali può farlo.
-Mio signore, mi perdoni se la interrompo, quali tempi richiedono la presenza di ben sette generali al suo fianco?-
-Nove generali, caro Kaio. Nove generali. Oltre a voi ho chiamato a me anche Savane e Faccia di Morte. Ma adesso stanno svolgendo un compito che gli ho assegnato. Adesso, ti prego di non interrompermi più, ho cose molto importanti da dirvi.-
-Vi chiedo perdono, signore.- Kaio in ginocchio, chiede umilmente perdono al suo padrone.
Il Barone molto lentamente si siede sul suo trono. I generali invece si rialzano e si siedono al tavolo triangolare. Sebastian come sempre si pone al fianco destro del suo signore.
-Non pensavo che vi avrei chiamati tutti. Purtroppo è stato necessario. La guerra come voi sapete si è estesa, figli miei. I Symbion ci hanno cacciato da due dei cinque pianeti del sistema Henion. In questo momento il maggior numero dei vostri compagni sta combattendo su Magratea. Le nostre forze si stanno indebolendo. Abbiamo bisogno di rinforzarci, di progredire, di evolverci ancora una volta. Per questo siete qui.-
Le parole del Barone caricano gli animi dei generali. Come un condottiero che parla ai suoi soldati, il Barone carica i loro cuori.
-Calpesto questa terra da più di cento anni. Non appena arrivai capii che questo pianeta, la sua gente, aveva un enorme potenziale. Un potenziale che nessuno sapeva come sfruttare se non io. Fui costretto a fuggire da Magratea, a subire il mio esilio su questo pianeta primitivo. Ma ciò che allietò il mio dolore per avervi lasciato fu la consapevolezza che la nostra razza qui avrà un futuro. Per l’esattezza ci sono voluti ben centosei anni. Ma finalmente è giunto il momento. La guerra finalmente prenderà una nuova svolta.-
Mentre il Barone parla altre figure fanno il loro ingresso nella grande sala che ospita la riunione dei generali. Sono figure esili, sono normali esseri umani.
-Cosa sapete voi degli esseri umani? Cosa conoscete di loro? Nulla. Proprio come me non appena arrivai. Ma capii subito che avevano un potenziale. Cominciai a studiarli con le tecnologie del tempo. Ogni muscolo, ogni organo, ogni osso. Ma non era ancora sufficiente. Poi giunsero le scoperte scientifiche ed il progredire continuo della scienza. Una fiamma che improvvisamente si accese nel cuore degli uomini. La voglia irrefrenabile di conoscere sempre di più su di loro e su quello che li circonda. Credetemi, da soli non sarebbero giunti a nulla senza di me. Fui io che diedi il via al fuoco dell’industria. Ed adesso ne raccolgo i frutti. Conoscere fino in fondo l’essere umano, di cosa è fatto sin a livello atomico per poi tornare al livello cellulare, ed ovviamente conoscere il loro straordinario DNA, così simile al nostro, ma così fondamentalmente diverso e straordinariamente plasmabile!-
I generali seguono il loro signore pronunciare parole così belle, così cariche di energia, ma ancora vuote per dei guerrieri come loro.
-…il DNA…centosei anni per conoscerlo sin in fondo… Lasciate che vi presenti gli esseri umani che hanno permesso ciò. Lasciate che vi presenti questi miei fedeli servitori…-
Le otto figure si tolgono dall’ombra. Sei uomini e due donne mostrano il loro volto.
-…Ognuno di voi dovrà proteggere con la propria vita la loro e quella del loro lavoro. Loro su questa terra sono importati uomini d’affari. Ma hanno capito che il denaro non porta da nessuna parte se contro hai il vero potere. Per questo sono nostri fedeli alleati sotto il mio imprescindibile controllo. Vi presento il signor Robert Murdock, maggior azionista della Celera Genomics nonché proprietario di metà della rete di comunicazione statunitense. Segue il signor Shinji Onizutka, proprietario della più grande agenzia spaziale giapponese. La bellissima Karen Benoit, proprietaria delle industrie chimiche Benoit in Australia. Ivan Radchenko, ex-generale delle forze armate russe. Hans Helber, proprietario di decine di industrie farmaceutiche in Germania e Francia. Il signor Carlos Aragona, nostro fedele finanziatore spagnolo. Said Altec, ricco, anzi ricchissimo uomo d’affari egiziano. E per concludere permettetevi di presentarvi la straordinaria Selma Blanco, la più meschina e bastarda trafficante d’armi del sud-america. Tutti loro custodiscono qualcosa di mio, di nostro, ed ognuno di voi sarà incaricato di proteggerlo. Poiché dovremo farlo pervenire agli altri miei figli e vostri fratelli su Magratea. Ma…-
Proprio in quel momento mentre il Barone sta per concludere il suo discorso, la letale Savane e lo spaventoso Faccia di Morte entrano nella grande sala. Portano con loro un uomo incappucciato. Il compito assegnato loro prima è stato adempiuto. Il Barone sorride. Vede il suo puzzle comporsi pian piano. Adesso è il tempo di disporre le sue pedine.
-…Ma adesso, prima di fare ciò dovremo essere sicuri che i governi di questo pianeta non ci si rivoltino contro. Per questo, figli miei, fra soltanto 96 ore potrete rivolgere la vostra furia, la vostra forza, verso i popoli che lo abitano, e voglio che in dodici ore mi regaliate la Terra.
Questo pianeta diverrà nostro.
Andate figli miei, andate.-
La calma con la quale il Barone pronuncia le sue parole è disarmante. Ha ordinato ai suoi generali di mettere in ginocchio un intera pianeta. Nove generali contro un intero pianeta. Il coro con il quale rispondono i suoi figli è unanime. Hanno avuto i loro ordini. Tutte e nove adesso presenti alzano in alto i loro pugni. Il loro grido è all’unisono il medesimo.
-Nefas dau Ras-Al-Tun!-

26/03/2006 - rinox


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