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Il Coni si limita ad invitare sportivi e tifosi ad una pausa di

La serie A potrebbe fermarsi per il Papa

Sono in molti a pensare che sia giusto fermarsi per le gravi condizioni del Pontefice.

2/04/2005 - master

L'aggravarsi delle condizioni del Papa scuote il mondo del calcio. Inizialmente si pensava di rinviare la partita Lazio-Livorno, ma via via ha preso corpo l'ipoteri di far slittare tutta la giornata di campionato, se non, addirittura, di fermare tutti i campionati di tutti gli sport. I primi dubbi arrivano dal prefetto di Roma Serra, che propone il rinvio della partita fra Lazio e Livorno per motivi di ordine pubblico, dato che a Roma le forze dell'ordine dovranno occuparsi sia delle elezioni regionali, sia del probabile arrivo di migliaia di pellegrini per la malattia del Pontefice.

In atesa di decisioni su un eventuale stop del campionato, la prima mossa l'ha fatta il Coni, che ha invitato tutte le federazioni sportive a osservare una pausa di preghiera e meditazione prima dell'inizio di tutte le competizioni sportive di questo fine settimana. “Il presidente del Coni Giovanni Petrucci - si legge nel comunicato con cui il Foro Italico ha reso nota l'iniziativa - interprete dello stato d'animo dello sport italiano, a testimoniare con devozione la gratitudine ed ammirazione di tutti, così come la comunione nella umana, invita le Federazioni Sportive Nazionali a dare le opportune disposizioni affinché, in occasione delle gare in programma in questo fine settimana, sia osservata da parte di atleti, dirigenti e giudici una pausa di meditazione e preghiera attraverso la quale attestare convenientemente la partecipazione del mondo dello sport a questi momenti di grande mestizia”. L'invito è stato subito raccolto in occasione degli anticipi di B e di C1 Cesena-Arezzo e Pro Patria-Cremonese.

Ma il mondo del calcio si esprime quasi compatto su un rinvio. Carlo Ancelotti è sicuro: "Fermarsi, sarebbe doveroso e giusto. In questo momento, stimo e ammiro Giovanni Paolo II in maniera particolare proprio per la forza e la serenità con cui sta affrontando la sua malattia". Gli fa eco Capello: "Ci fosse una sospensione del campionato per onorare il Papa, sarei perfettamente d'accordo. È una grande persona che ci sta lasciando - spiega il tecnico bianconero -. Bisogna rispettarlo e ricordarlo con tutti gli onori. Un uomo che ha lasciato un gran segno nel '900".

La pensa così anche il presidente del Siena De Luca: "Personalmente sarei d'accordo ad uno stop del campionato per rispetto del Papa. Sarebbe un gesto di grande riguardo nei confronti di una persona che tutti, al di là delle proprie convinzioni e della fede religiosa, rispettiamo e amiamo". E Mazzone avrebbe già deciso: "È il minimo che possiamo fare noi del calcio per una persona di questo genere. Questo Papa è un uomo che ha dato agli uomini tante cose. Ci mancherebbe pure che non ci fosse questa proposta. Io, comunque, faccio parte del calcio ma non posso prendere queste decisioni: fosse per me, rimanderei subito, immediatamente, il turno di campionato". Stesso discorso per Papadopulo: "Davanti a una cosa di così macroscopica importanza tutto viene in secondo ordine, anche perchè si tratta di avere rispetto per una persona che rappresenta un'unica identità. Comunque qualsiasi decisione verrà presa la rispetteremo di buon grado".

Fra i calciatori si esprime Gilardino del Parma: "Una grande persona, sarebbe meglio non giocare. È una persona che ha dato tanto a livello umano e come sentimenti, è stato vicino alle persone di tutto il mondo ed ha portato nelle case di tutti la sua parola di serenità e fede. Io credo che non si dovrebbe giocare per stare al suo fianco in silenzio e omaggiare la sua figura".

Zoff si adatterà alle decisioni della Lega: "Non spetta a noi, tecnici o giocatori, esprimersi sulla possibilità di fermare il campionato per condividere il momento di sofferenza del Papa, ma al governo del calcio e dello sport che conoscono tutte le implicazioni di una scelta del genere".
A favore di un rinvio, ma dubbioso, il presidente del Brescia Corioni: "Sarebbe bellissimo se il calcio fosse capace di compiere un gesto di sensibilitá come questo. Non so, però, se il pallone ne sia capace. Sarebbe l'occasione per rendere omaggio ad un uomo straordinario che ha cambiato il mondo. Sarebbe un segno di riconoscenza che non implicherebbe nessun sacrificio. Non cambierebbe nulla se la fine del campionato slittasse di qualche giorno..."

Controcorrente il presidente del Palermo e vice-presidente di Lega Maurizio Zamparini: "Non credo che il campionato debba fermarsi. Con tutto il rispetto per il Papa non penso che sarebbe il caso di fermare tutto il calcio. Probabilmente bisogna fare una valutazione particolare per Lazio-Livorno, che si gioca domani a Roma. Non penso, però, che si debba sospendere tutto. Negli ultimi colloqui con Adriano Galliani non abbiamo affrontato l'argomento".

2/04/2005 - master


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